SIMMACO
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Descrizione
- L’antagonista di S. Ambrogio
La fortuna e la tradizione dell’opera di Quinto Aurelio Simmaco è stata varia e con diversi influssi nei secoli. Dall’opera di Macrobio fino a quella di Cassiodoro, Simmaco viene trattato come sommo oratore, nell’Alto Medioevo la tradizione simmachiana si eclissa, ma viene recuperata nel corso del rinascimento platonico del XII secolo, specie da Alano di Lilla (1128-1202) nel suo Anticlavdianvs. Ma è con la rinascita della cultura romana classica, nel 1400, che Simmaco conosce nuova e fervida attenzione, Poliziano ne fece gli elogi.
Questa riscoperta durò fino alla metà del 1600, perciò durante il Rinascimento si ebbe una certa continuità nella edizione dell’epistolario e delle relazioni, poi seguirono due secoli di scarsissimo interesse. Fu solo con Morin, nel 1847, che fece la sua comparsa una breve monografia sulla vita di Simmaco, alla quale seguì lo studio famoso di Seek, del 1883, che portò alla prima edizione critica completa delle opere di Simmaco giunte fino a quel tempo.
Dopo l’opera di Seek un lento recupero del magistero del grande romano si è sviluppato, ma per decenni con scarsi risultati. Uno studio completo su Simmaco che inquadri completamente l’uomo e l’opera, nel suo contesto e nel suo valore, non si è perciò visto, lo stesso scritto di Romano del 1955 non è adeguatamente esaustivo. Ma sul finire del XX secolo, moltiplicandosi gli studi sull’antichità romana classica e sul Tardo Impero, l’attenzione sulla figura di Simmaco ha conosciuto nuova intensità. Ciò è avvenuto anche per il senso e l’interesse che ancora oggi l’opera del difensore dell’Ordo Senatvs può avere per l’attuazione della pace universale nell’umanità. Dante Matacotta, attraverso l’opera che presentiamo, edita per la prima volta nel 1992, ha voluto colmare una lacuna negli studi specifici sulla romanità tardo imperiale, e, allo stesso tempo, ha cercato di rettificare le trattazioni superficiali, riduttive e persino dispregiative della civiltà imperiale romana del periodo tardo antico, inoltre si è proposto di far emergere, nella sua completezza, la grandezza della vita e dellopera di Simmaco.
Ad oggi la trattazione di Matacotta risulta la più completa e la più rigorosa sulla figura del grande oratore romano, la scrittura più vicina allo spirito della tradizione religiosa romana e al senso della sua difesa da parte di Simmaco. A questo proposito è stato incluso, nella presente edizione, un saggio di Viola L.M.A, esperto di religione romano-italiana e della sua tradizione nei secoli fino ad oggi, attraverso il quale il magistero di Simmaco viene collocato nel contesto integrale del mistero e della missione di Roma, ciò consente una più globale e profonda comprensione, dellopera svolta da Matacotta.
È nato a Fermo (Ascoli Piceno) il 29 luglio 1911 e si è laureato in giurisprudenza allUniversita` di Roma nel 1932. Entra in carriera diplomatica nel 1936. È Vice console a Tolosa nel 1936 e nel 1938 è Primo vice console ad Alessandria d’Egitto. Rientra al Ministero nel 1940 è a Corfu` nel 1941 e a Tirana nel 1943. Nel 1944 è nuovamente al Ministero. Nel 1948 viene inviato a Parigi e nell’anno successivo presta servizio alla Delegazione permanente presso l’O.E.C.E. in Parigi. Dal 1951 è a Praga dove rimane fino al 1954 quando rientra al Ministero. Dal 1958 è Capo Servizio Stampa. Nel 1961 viene nominato Ambasciatore a Gedda e nel 1966 diventa Ambasciatore a Manila. Nel 1971 è Ambasciatore ad Amman.
Ha sempre coltivato le lettere ed è stato un grande conoscitore dell’opera di Marcel Proust; alcuni suoi saggi su Proust sono stati pubblicati nella Nuova Antologia. Prima di dedicarsi alle lunghe ricerche storiche in vista della pubblicazione di “Simmaco” ha pubblicato alcuni romanzi. Simmaco è senza dubbio la sua opera più importante. Di particolare interesse l’approfondita analisi della complessa macchina amministrativa imperiale in quanto condotta da qualcuno che di amministrazione si intendeva avendogli dedicato tutta la sua vita lavorativa.
Dante Matacotta è morto a Porto San Giorgio il 4 ottobre 2004.
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