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I CELTI MITO STORIA RELIGIONI

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Descrizione

“I Celti. Miti, Storia e Religione” illustra in modo organico e completo le conoscenze odierne di questo popolo affascinante e culturalmente ricco.

Floreana Nativo, grazie ai suoi studi storici, narra le origini di questo popolo e le sue testimonianze, la struttura civile dei Celti, il loro calendario, la ricca simbologia, i molti cicli mitologici creati, le divinità e le festività associate. Infine, ci si sofferma sulla creazione della cosiddetta “cristianità celtica” per concludere con la perdita dell’identità del popolo celtico, con la successiva riscoperta avvenuta agli inizi del Ventesimo Secolo.

Un libro prezioso per chi vuole scoprire (o approfondire) quanto prodotto da un popolo cui ispirarsi per una vita più equilibrata tra lavoro, natura e spiritualità.

Sui Celti sembra che si sia detto tutto e poi si scoprono nuovi ritrovamenti, nuove tracce che ce li ripropongono sotto altri profili. Barbari ai tempi dei romani, oggi invece sono ritenuti un vanto per le popolazioni che ne reclamano la discendenza. E la ruota del tempo che porta in alto ciò che prima era in basso e viceversa.

Ma chi erano i Celti? Erano un insieme di popoli, il cui nucleo abitava la Selva Hercynia nel V secolo a.C. e che da lì si era diramato verso la parte occidentale dell’Europa. Li conosciamo con diversi nomi: Galli, Galati, Celtiberi, Elvezi, Belgi, Pannoni, Britanni, Senoni. Erano popoli nomadi finché non trovarono, ognuno, una terra che corrispondeva alle loro esigenze.

Guerrieri forti, impavidi, ma non disciplinati, si basavano più sul loro furore guerriero che su una vera tattica militare e fu questo il punto debole che li fece soccombere di fronte alle legioni romane.

Anche se non abbiamo documenti sulla loro cultura, avevano infatti un divieto (un geis) sulla scrittura, delle loro storie sappiamo molto grazie a Giulio Cesare, ad altri autori romani e a quei pazienti monaci amanuensi che nei conventi inglesi e irlandesi trascrissero le leggende trasmesse oralmente dai vecchi che altrimenti sarebbero andate perdute.

Sono storie di dei, di eroi e di fate. Sono arabeschi delle linee della Natura che s’intrecciano nei simboli come il Triskel, la Triquetra, la Spirale, l’Albero Celtico. Simboli che si riflettono nel loro modo di vivere quotidiano dove il giorno inizia al tramonto e la notte appartiene ai Thuatha, ai Sidhe che vivono nei tumuli; dove la morte precede la vita e questa non finisce perché si moltiplica in un ciclo infinito fino al Tir Na Nog, il paese dell’eterna giovinezza.

Sono le storie della Natura che le narra in prima persona attraverso i suoi componenti, diversi e tuttavia unici nel comporla, come gli animali, i pesci, le erbe, i terreni, i fiumi, l’aria. Ogni elemento che la popola diviene particella essenziale del suo essere.

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